lunedì 10 maggio 2010

PD: MINORANZA INCALZA BERSANI, NON SOTTOVALUTI DISAGIO/ANSA FASSINO, CELERE CAMBIO PASSO; FIORONI, NUOVA LINEA O E' FINITO

(ANSA) - CORTONA (AREZZO), 9 MAG - Sgombrato il campo da
ipotesi di scissioni, la minoranza del Pd manda un segnale
chiaro alla segreteria Bersani: serve un rapido cambio di passo
nel partito o il rischio e' che il progetto si spenga e Area
Democratica e' invece determinata, da dentro, a ''tenere il Pd
vicino alla sua ragione sociale, alla sua missione'' e su questo
non fara' sconti. E' questa la linea che emerge dalla tre giorni
di assemblea della corrente franceschiniana a Cortona che ha
visto anche il ritorno in campo di Walter Veltroni (sul quale
Franceschini nega qualsiasi tipo di gelosia bollando come
''ragnatele mentali'' letture in tal senso).
Proprio l'ex segretario ha negato che alle viste ci siano
ipotesi di separazione e sottolineato la volonta' di Area Dem di
presidiare il 'logo' originario del Pd. Una mission che Dario
Franceschini riassume nella sua relazione finale, in tre punti:
un partito plurale, a vocazione maggioritaria e che punti a
cambiare il Paese.
Proprio in questa chiave il capogruppo del Pd alla Camera,
invita Bersani a non voltare la testa rispetto al ''disagio''
che in diversi sentono nel partito e che in alcuni casi ha
portato anche ad uscite eccellenti e non. La segreteria - dice
in sostanza Franceschini - non puo' non tenerne conto puntando
sul fatto che tanto sono persone che resteranno nel recinto del
centrosinistra. ''Nessuno qui ha parlato di scissione - dice -
noi abbiamo voluto e fondato il Pd e siamo qui a Cortona per
difenderlo ma questo non vuol dire non affrontare il disagio e
il fatto che ci sono delle persone che dicono che qui non si
sentono a casa loro, che fanno fatica a riconoscersi''. Non
solo.
''Sarebbe ancora piu' suicida - dice - pensare che tanto
dovunque vadano saranno sempre con noi nella coalizione''. Per
la minoranza lungo questa strada di fatto viene meno la vera
vocazione del Pd che non puo' essere messa in discussione con il
retropensiero che con la fine del berlusconismo cada anche il
bipolarismo. Nessuno (ad eccezione di Paolo Gentiloni che parla
di ''leadership contendibile'' e chiede primarie di partito in
caso ci siano le elezioni) mette in discussione il risultato del
congresso (che pero', per Veltroni va visto sotto una ''luce
nuova'') ma la 'scossa' Area Democratica la chiede subito. Lo fa
anche Piero Fassino che pure invocando l'unita' e sottolineando
che la segreteria non e' in discussione evidenzia la necessita'
di un ''celere cambio di passo''.
Lo fa con toni piu' accesi Beppe Fioroni che oltre a chiedere
un cambio di linea alla segreteria ricorda che ''in politica
conta anche il tempo'' di reazione. ''Tante volte - ricorda -
abbiamo detto che serve una svolta, che deve cambiare linea,
profilo e non voglio che Bersani dica che siamo un disco rotto,
noi siamo l'unico disco che puo' suonare il Pd''. Insomma, si
spinge a dire Fioroni, ''e' il tempo di chiamarli alle loro
responsabilita'', altrimenti, e' il ragionamento, ''e' meglio
uscire'', dagli organismi di gestione per evitare
corresponsabilita', ed evitare di passare per quelli che ''con
il cappello in mano vanno a chiedere le poltrone''. E, in questo
senso, smentisce anche le indiscrezioni di stampa che lo
vorrebbero in corsa per ''una vice segreteria di un partito che
cosi' com'e', non mi piace''.

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